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Agevolazione prima casa: nel rogito va indicato dove lavora il contribuente

Postato da comunicando on 22 Ottobre 2014
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AGEVOLAZIONE PRIMA CASA

fruibile anche se il contribuente non ha preso la residenza principale nell’immobile oggetto dell’agevolazione, ma solo quando il luogo di lavoro nel comune dove è ubicato l’immobile è indicato nell’atto del notaio.

AGEVOLAZIONE PRIMA CASA: L’ORDINANZA DELLA CASSAZIONE

Sull’agevolazione prima casa, pensata soprattutto per le giovani coppie che si apprestano all’acquisto della prima casa, è intervenuta in varie occasioni la Corte di Cassazione. L’ultima pronuncia in ordine di tempo è stata l’ordinanza n. 21730 del 4 dicembre scorso. Con essa gli Ermellini hanno respinto il ricorso di un contribuente che aveva usufruito dell’agevolazione prima casa nonostante non avesse ancora preso la residenza nel comune di ubicazione dell’immobile. Lo stesso contribuente lavorava però nello stesso comune di ubicazione della prima casa e in sede di rogito notarile aveva potuto usufruire dell’agevolazione prima casa, quindi di sconti sull’imposta di registro, ipotecaria e catastale, ma senza specificare nel rogito notarile che, nonostante non avesse ancora preso residenza nello stesso comune dove si trova l’immobile adibito a prima casa, la sua attività lavorativa si svolge nello stesso comune.

Una dimenticanza costata cara al contribuente. Così la Corte di Cassazione ha stabilito che il luogo in cui, il contribuente che fruisce dell’agevolazione in questione svolge attività lavorativa, deve essere necessariamente indicato nell’atto del notaio di acquisto prima casa, nonché successivamente dimostrato con la presentazione contestuale della documentazione attestante il possesso dei requisiti per poter fruire dell’agevolazione in oggetto.

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